johnson-tsang-inner-child-11 Volutamente eccessiva, provocatoria e coinvolgente, la tazza di Johnson Tsang genera una potenza emotiva ricca di significato perché rievoca il fanciullo interiore che si cela nel subconscio di tutti noi. Si tratta di un’arte personale la cui forza risiede però, nella capacità di trasmettere con grande impatto,  in modo chiaro e diretto, valori e sentimenti universali che tutti indistintamente conosciamo in quanto esseri umani.

La piccola faccia di porcellana, esprime una sofferenza muta e stanca che genera una atmosfera fortemente sentimentale capace di farci riflettere sulla nostra condizione, riportandoci indietro al tempo in cui eravamo fanciulli per ricordarci che nulla è cambiato e la sofferenza che nasce con noi ci appartiene per sempre come un marchio, una lotta interna generata dalla natura spirituale umana.

L’artista comunica un valore così profondo su una tazza, un oggetto che nasce per l’uso quotidiano fondendo arte e design. Credo che questo sia un aspetto particolare che conferisce all’oggetto un carattere più intimo, proprio perché in quanto tazza si tiene tra le mani. In questo modo si crea l’occasione per un rapporto tra oggetto d’arte e fruitore che va a favore di un aumento del coinvolgimento estetico grazie all’esperienza tattile. L’esperienza emotiva viene quindi rafforzata ulteriormente da quella sensoriale, qualificando l’opera come altamente coinvolgente e intima.

Più in generale il rifermento al tè ha a che fare con la storia culturale cinese al quale l’artista appartiene. Il tè infatti è ancora oggi uno dei simboli-pilastro della cultura cinese, ne rispecchia l’identità, per questo motivo ha sempre avuto un legame con l’arte cinese che, come in questo caso, continua ad essere rievocato anche nella ceramica contemporanea.

Immagini da/    Johnson Tsang.wordpress.com